In difesa di Peppa Pig!

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Spendo qualche parola a favore di Peppa Pig, che è facile darle contro. Qualcuno ha pure insinuato che instilli nei bimbi una visione anglocentrica e abbia favorito la Brexit. Che sono affermazioni importanti, per una maialina di due chili e mezzo. Comunque sia, qui si parla di emozioni.

A Lucia è caduto il primo dentino, stasera passa la fatina a portare la grana. Non ho ancora capito il tasso di cambio e quanto incida la tipologia di dente, ma hip hip hurrà.

E se c’è una cosa che ci ha insegnato Peppa, è che la fatina dei denti è uguale a lei, solo che ha un paio di ali, la bacchetta magica e sorride che è un piacere. E sentitemi bene: approvo questo nuovo look, questo re-branding.

Io non avevo la “fatina dei denti”. Perché al tempo, parliamo di fine anni ‘80 e quindi della caduta del muro, da me passava Sant’Apollonia. Anche lei portava quattrini: quindi direte, di che ti lamenti, l’importante è che qualcosa arrivi. Giusto. Il fatto è che per un banale malinteso linguistico ho scoperto che si chiamava “Apollonia” solo da grande (non dico l’età perché mi vergogno).

Per me è sempre stata la Santa POLONIA. Giuro. 

Ora, io della Polonia sapevo due cose, grazie alla tv generalista di quegli anni: 1) che papa Wojtyla veniva da lì e 2) che erano poveri come non so cosa. Perciò immaginatevi il me bambino, che va a dormire con la finestrella tra i denti e sa che durante la notte arriva Wojtyla ma al femminile, quindi con una gonna rattoppata che la Befana al confronto levati. E non solo si prende il tuo dente, che forse a ‘sto punto almeno per lei vale qualcosa, ma te lo paga pure. E quindi ti lascia ‘sto senso di colpa che vorresti dirle, prendilo pure, a me è caduto e non me ne faccio niente, siamo a posto così.

Praticamente ho associato uno step fondamentale della crescita all’idea di taglieggiare una vecchina. Che dico una vecchina, la POLONIA intera.

Ora ditemi: quanto male potrà fare al confronto Peppa Pig?


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