Forse ho perso mia figlia!

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A volte la situazione precipita e comunque vada, la sbaglio. C’ho un piede sulla barca, l’altro sulla riva, e la barca s’allontana. Perciò ho capito: si tratta di SBAGLIARE MENO.

Devo portare le figlie a scuola. E siccome c’ho la scuola davanti casa, mi sembra giusto e doveroso scendere all’ultimo minuto, tecnica ormai collaudata e che fa imbestialire mia moglie. E pure Caterina, che è davanti a me e m’insacca di parole perché è tardi. E allora scendo i gradini a tre a tre, che se ne fallo uno mi spatascio sul giroscala. Arrivo col fiatone alle strisce pedonali, la Cate è già pronta a attraversare.

Maddov’è la Luci. Mi giro ed è indietro qualcosa come mille chilometri, gioca a fare i passi piccoli. Leeentamente.

La vigilessa a braccia aperte in mezzo alla strada mi guarda tipo, beh? e Caterina pure. Sono a metà tra la riva e la barca, devo solo SBAGLIARE MENO. E allora le dico vai, che io torno dalla Luci.

Tanto la scuola è lì davanti, che potrà mai succedere: c’è pure la vigilessa. Assistenti sociali vi prego aspettate, giuro che finisce bene.

Torno indietro, carico sottobraccio la Lucia tipo cesta dei panni, e finalmente attraverso. Davanti alla scuola, la Cate non c’è più.

Be’, sarà entrata, dove vuoi che sia. Solo che non l’ho vista entrare. Come il gatto di Schrodinger che non si sa se è vivo o morto, Caterina ha uguali possibilità di essere entrata ed essere stata rapita. Devo aspettare l’orario di uscita per sapere quale delle due. E soprattutto, non posso dirlo a Francesca.

Allora me ne vado tenendomi dentro questo oscuro segreto da padre dell’anno. Sarà una lunga giornata. Finché mi chiama Francesca.

«Tutto bene con la Cate?»

 «Sì.» Tanto la domanda è vaga.

«È entrata a scuola?»

Qui si fa più difficile. La barca va avanti, io ancora col piede a terra. «S-sì?»

E così scopro che ci ha guardati dal balcone per tutto il tempo. Ha visto me e Lucia, di fronte al cancello della scuola, che ci guardavamo attorno come due scemi. E sì, Caterina è entrata, l’ha vista lei.

Non vi dico il cazziatone.


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