In difesa di mio nipote, l’altro

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Ecco, tra tutti questi post non vi ho mai parlato del mio nipote più grande, all’anagrafe Tommaso.

Sì perché parlo sempre delle mie figlie, parlo spesso del cugino Pietro, per intenderci quello mingherlino che non sta fermo e fa le mosse alla bruslì.

Però c’è pure Tommaso. Il primo di tutta la truppa, quello che da quando è nato non dice parolacce, fa le cose tutte perfettine, imbrocca pure i tempi giusti in cui gli escono i denti, e per giunta si pippa le aspettative della famiglia intera.

Immaginatevi l’ansia che deve provare ‘sto ragazzo. Ragazzo che ora ha 11 anni e cerca come tutti di ritagliarsi il proprio posto nel mondo, visto che le mie figlie e pure il cugino Pietro l’han già fatto da tempo che ti saluto. 

Perciò mi becco ‘sta conversazione tra lui e mia sorella, in una sera di queste con un caldo boia ed eravamo tutti a boccheggiare sotto la magnolia del loro giardino.

«Sì però domattina mi lasci dormire» fa lui, «visto che sono in ferie.» (ha detto proprio così)

«L’ultima volta che ti ho lasciato dormire ti sei svegliato a mezzogiorno e un quarto.»

«Ma sono in ferie!» (e due)

Mia sorella, caustica come una sigaretta nell’occhio: «No.»

«Ma mi sembra di essere al militare!»

Povero Tommaso, tutti sotto la magnolia han capito che ha già perso lo scontro. Lo si vede lontano un miglio che non c’ha la stoffa dell’attaccabrighe.

E infatti mia sorella non risponde più, e lui si batte, grida MAMMA! tutto bello maiuscolo, ma si spegne a poco a poco. Finisce.

E a me verrebbe da dargli una pacca sulla spalla, non ti preoccupare Tommaso, ti porto a lezione dalla Luci, anni 6 appena compiuti, così ti insegna lei come condurre il dialogo, come pestare sui punti giusti finché la mamma non crolla o s’incazza di brutto.

E poi penso, ma aspetta, ma allora io in tutto questo tempo ho preso le misure su Tommaso, e pensavo di essere pronto all’adolescenza, prontissimo anzi.

Ma allora ho buttato via il mio tempo? Mi state dicendo questo?!?


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