gioie e dolori di abitare con tre donne. E tentare di scrivere.

Autore: Andrea Lauro (Pagina 2 di 2)

Inchiodato!

«Papà, vuoi più bene al cellulare e al computer che a noi.» La figlia più grande ha uno sguardo che non ammette repliche.

E l’ha detta, quella frase orribile. Eccome se l’ha detta. Che quando la senti in bocca a un altro bambino pensi: ah! Genitori inutili. Ma sotto sotto sai che l’hai sfangata. Be’, il genitore inutile sei tu, beccati questo.

Sta lì a braccia incrociate. E che le rispondi, provi a negare? A dirle, guarda che li uso poco? Caput, Andrea. Sei finito.

«OK, allora facciamo così.» Vado verso la scarpiera all’ingresso, le mostro il maledetto cellulare. Mia figlia non si perde un movimento. «Vedi? Lo poggio qui. Ogni volta che entro in casa, lo metterò qui, lo userò solo per rispondere alle chiamate.» Cioè mai. Ammettilo.

Aggrotta la fronte, studia dov’è la fregatura. «E ci metti anche il computer.»

Eccola lì, lo sapevo. «Amore mio. Il computer mi serve per scrivere. Per scrivere i racconti.»

Si guarda intorno, ci sta pensando.

Dai, fammi ‘sta grazia. «Lo uso quando voi bimbe dormite.»

«Okkei.»

Cos’ho dimenticato? Alzo il dito. «E mentre guardate i cartoni!»

La clausola che mi salva in corner. Incrocia le braccia, annuisce. Uff, è andata.

È passata un’altra settimana. Il cellulare è là, sulla scarpiera. Per ora ce la faccio, ci si abitua in fretta. Intendiamoci, ormai sono un sorvegliato speciale.

Stiamo a vedere.

I venti passi dell’orsetta

Sono le sette di sabato mattina: ho ancora tempo e sono ispirato. Le dita volano sui tasti, sto finendo il capitolo.

Clic. Qualcuno di là ha acceso la luce, è lei. Veloce Andrea, ce la puoi fare, non distrarti. L’orsetta ha ancora una ventina di passi prima di arrivare a te. Sii lucido, sei ancora in pieno flusso di coscienza. Di là i passetti strusciano. Scrivi ancora una riga, una sola.
La maniglia del salotto scatta. «Papà-aaa?» Ancora nessun contatto visivo, finisci la frase.

L’orsetta entra in cucina, si stropiccia gli occhi: «Papà!»
Eeeee-punto. STOP. «Buongiorno tesoro.»
«Posso latte e Jake?».»
Come se niente fosse mi riporta alla routine. «Sissignora.».»
Mi alzo, il cursore lampeggia sul capitolo incompiuto. Vado al frigo, stamattina è andata così.

Potrei tentare un ultimo sprint. Potrei sfruttare i due minuti che intercorrono tra la sigla di “Jake e i Pirati” e il «Papà! Latte finito!»

Dai che ce la faccio.

Articoli più recenti »

© 2022 L'ORSO SCRIVE

Tema di Anders NorenSu ↑