Siamo andate in campeggio.
Terza volta di campeggio eh, mica siamo delle abitudinarie. E infatti guardiamo con un misto di rispetto e pure invidia quelli che arrivano superattrezzati e in venti minuti scaricano e montano tenda, veranda, contro veranda e stand degli hot dog.
Noi qui si fa ancora la gavetta, si improvvisa, e soprattutto si piantano i picchetti.
E allora passo a elencarvi i passaggi fondamentali del piantamento picchetti
1) Il primo: ah, che bella la natura. Individui il punto di terreno che ti sembra perfetto, inclini il picchetto a 45° gradi proprio come c’è scritto nelle istruzioni, e fai pic pic pic. Va’ che bel.
2) dal secondo al quinto picchetto. Ok, forse non è tutto rose e fiori, il terreno è a tratti inespugnabile e capisci che anche qui si deve vivere di compromessi.
3) quinto-quindicesimo picchetto. Ma porca la miseria. ‘Sto sole e ‘ste bestie che ti si attaccano addosso. Ma dove diavolo sto piantando la tenda, su uno sperone roccioso?! E questo picchetto che non vuole entrare, ecco l’ho piegato. Ne uso un altro.
4) il sedicesimo. Ecco, ti sei arrabbiato e ora paghi lo scotto, ora tocca raddrizzare il picchetto storto battendolo tipo fabbro sul selciato. Mentre sudi capisci che occorre darsi una calmata
5) 17 e 18. Ormai o sei tu, o sei loro. Tiri le ultime mazzate per farla finita, tiri fuori le peggiori parolacce che ti abbiano mai insegnato. E in un modo o nell’altro, la finisci.
Lì arriva mia figlia Caterina, che ha colto la tensione del momento e vuole stemperare: «Bravo papà. Sei a buon punto?»
«Caterina non lo so, guarda il manuale d’istruzioni.»
Torna dopo un attimo. «I picchetti. Li hai piantati a 45 gradi?»
GRRR.
Considerazioni:
a) avrei potuto lanciare la mazzetta nel bosco e invece no, guarda come sono virtuoso
b) tra l’altro i picchetti dovevano essere venti. Due li ho persi e non so come
c) scriverò un saggio sul piantare la tenda come metafora di vita. Perché avrei potuto ripiantare i picchetti messi male, poi ho pensato nooo, buonissimo così